Archivio mensile:giugno 2013

Digressione

DUE AMICI SPECIALI

Roba da non crederci, eppure vi assicuro che è tutto vero.

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Nel paesino di mio nonno, sapete, di quelli vecchi di secoli, arrampicati su colline o montagne, la gente 

viveva più semplicemente di noi cittadini, ma con più fatica.

Ci si alzava presto e si andava a letto presto.

Poi anche lì è arrivata la TV, così la sera si fa tardi e la mattina si fa più fatica ad andare a lavorare.

Comunque in quel paesino si vive più a contatto con la natura e gli animali che si incontrano non sono solo cani e gatti.

Ci sono anche gli asini, e le cornacchie, e tanti altri. Ma questa è la storia assai bella dell’amicizia fra un asinello nero e una cornacchia grigia.

( dite che ho sbagliato i colori? No, no. E’ proprio così, l’asinello era nero e la cornacchia grigia).

L’asinello viveva in una fattoria e la cornacchia ogni mattina andava a bere nel piccolo ruscello che scorreva lì vicino.

Bevi oggi e bevi domani, i due animali fecero amicizia, tanto che la cornacchia quotidianamente faceva visita all’asinello il quale le domandava sempre:- Ma tu ed io non dovremmo invertire i colori? Non dovrei essere io grigio e tu nera?

Ogni volta la cornacchia rispondeva:- La natura ci ha creati così e noi la dobbiamo rispettare. Ma l’asinello insisteva:- Non è giusto! Io voglio essere grigio, perchè ogni asino che si rispetti lo è! E poi gli altri miei simili mi prendono in giro dicendomi che sono caduto nella pece. Ti rendi conto cosa devo sopportare? E non posso dire niente: loro sono perfetti!

La cornacchia annuiva in silenzio, in fondo anche lei aveva i suoi problemi con quel grigio sbiadito!

Un giorno l’asinello entrò in un casolare che si trovava poco distante dalla fattoria e adocchiò un grande barattolo di vernice grigia e uno più piccolo di vernice nera.

Immediatamente gli venne un’idea brillante: ecco la soluzione al loro problema!

Corse dalla cornacchia, le spiegò l’idea e quando tornarono al casolare disse:- Al tre ci tuffiamo… io nel barattolone grigio, tu in quello nero. Pronta? Uno….due….tre…VIA! Uscirono fuori ognuno del colore desiderato.

Felici e contenti uscirono all’aperto, ma cominciarono subito i problemi: il sole cocente sciolse la vernice che colava sull’erba, nell’acqua del ruscello… ovunque andavano lasciavano delle strisce nere e grigie.

I due animali, sconfortati, provarono per molti giorni a rituffarsi nei barattoli, ma la conclusione era sempre la stessa, finchè gli altri animali della fattoria non dissero loro:- Scusate, perchè insistete a voler cambiare il colore che la natura vi ha donato?

Bisogna accettarsi per come si è e accettare gli altri per come sono. Voi siete amici, non importa il colore che avete, anzi, è proprio questa vostra particolarità a rendervi speciali!

L’asinello e la cornacchia si guardarono e capirono: è vero, l’amicizia non ha colore!

Classe IV C

DUE AMICI SPECIALI

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Digressione

I NOSTRI AMICI ANIMALI


“Che malinconia – sospira il giovane cammello Nabar – dovrò 
passare tutta la mia vita così: gabbia e spettacoli. Sai che bello! I grandi e i bambini che vengono qui si divertono, ma non sanno quanto è dolorosa e insopportabile questa vita per noi animali!

Se soltanto lo sapessero! 

E poi non ho un amico. Come faccio ad averne uno se siamo sempre in gabbia?”

Era ormai notte, e alla fine, con il magone nel cuore, il giovane cammello si addormentò.

Presto sognò le dorate dune del deserto, le carovane dei nomadi sempre in movimento per i loro commerci. Le bellissime notti stellate e le oasi!
Che meraviglia! Palme in abbondanza e acqua a volontà, riposo e tante 
chiacchiere nel bivacco. 


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LA VITA DA CIRCO DI NABAR

In una sera afosa nel deserto, Nabar e altri cammelli, insieme alla sua carovana di nomadi, partirono per la Palestina, quando videro avvicinarsi macchine piene di luci e colori con scritte strane del tipo ”CIRCO DI ABACADAPU” e altre scritte, come ”ANIMALI ADDESTRATI”.

Poi Nabar notò che le macchine si avvicinavano alla sua carovana.

Quando i nomadi capirono che il circo voleva catturare i loro cammelli, scapparono, ma… ahi, ahi che disgrazia!, le briglie di Nabar si staccarono, Abacadabu lo catturò e gli iniettò del sonnifero.

Arrivati in Palestina presero l’elicottero per l’Arabia, finchè atterrò vicino ai tendoni del circo, proprio quando Nabar si svegliò e vide molti animali chiusi in gabbia.

Quello non era il circo divertente e straordinario che i bambini vanno a vedere e ad applaudire, quello era un vero e proprio inferno per gli animali!

  • Che malinconia!- sospirò il giovane cammello, – Dovrò passare tutta la mia vita così: gabbia e spettacoli. Sai che bello! I grandi e i bambini che vengono qui dentro si divertono, ma non sanno quanto è dolorosa e insopportabile questa vita per noi animali! Se soltanto lo sapessero! E poi non ho un amico. Come facciamo ad avere amici se siamo sempre chiusi in gabbia?-.

Ad un tratto Abacadabu portò violentemente Nabar a vedere le prove degli animali esperti ed esclamò:- Guarda, guarda bene e impara, stupido animale!-, e lo richiuse in gabbia sbattendo la porta.

Era ormai notte e con il magone nel cuore, il giovane cammello si addormentò.

Sognò presto le dorate dune del deserto, le carovane dei nomadi sempre in movimento per i loro commerci, le bellissime notti stellate e le oasi. Che meraviglia! Palme in abbondanza e acqua a volontà, riposo e tante chiacchiere nel bivacco.

L’indomani Abacadabu entrò nella stanza dove teneva chiusi gli animali, dal suo zaino tirò fuori una frusta e con voce minacciosa disse:- La vedete questa? Eseguite bene i numeri o la conoscerete meglio!-.

Abacadabu uscì ed entrò una strana tizia vestita di rosa con un secchio: era Maria, l’acrobata che portava il cibo agli animali.

Distribuì carne, verdure, datteri…, poi uscì.

Nabar cominciò a mangiare i datteri quando sentì blaterare alla sua sinistra; tese l’orecchio per sentire meglio.

Era Maria che cercava di convincere Abacadabu a lasciare liberi gli animali, si sarebbero esibiti solo gli acrobati e la gente si sarebbe divertita ugualmente.

Maria sapeva che non era facile convincere Abacadabu, non sapeva perchè, ma era fissato con gli animali nel circo.

Comunque non si diede per vinta e per molte ore continuò a elencare le sue ragioni, mentre Nabar la ringraziava in silenzio e sperava in cuor suo che riuscisse a convincerlo.

Finalmente Abacadabu accettò e così come aveva catturato gli animali, li restituì ai loro habitat e vissero tutti felici e contenti, soprattutto Nabar!


Classe IV C

 

AMICI ANIMALI – LA STORIA DI NABAR

IL PRINCIPE ARRABBIATO

Standard

 

C’era una volta in un castello magnifico un principe che aveva un solo difetto:non
 sopportava la gente e neanche i suoi sudditi.


Finché un giorno arrivò un bambino …..

Il bambino era una spia, chiamato dal sindaco dell’ altro villaggio per scoprire il
segreto del principe.


Questo  bambino andò ad origliare alle stanze del principe e sentì il suo
segreto:

il principe, quando era piccolo, aveva avuto nel parco un terribile attacco di
allergia ad una pianta.

Si era riempito di bolle e tutti lo avevano preso in giro, ridendo a crepapelle.

Il bambino spia rimase molto rattristato da quello che aveva sentito e decise di
non raccontarlo al sindaco che lo aveva mandato lì.

Tornò da lui e disse che non c’era nessun segreto, ma si trattava solo di un
principe arrabbiato con la gente.

Il giorno dopo andò dal principe, bussò alla porta e provò a farci amicizia ma come
era prevedibile non ci riuscì.


Allora tornò nuovamente travestito da agente pubblicitario e gli  consegnò un
biglietto con su scritto: ”Insegnante impartisce lezioni per star bene con la
gente”.

Il principe, incuriosito, decise di prendere lezioni per risolvere il suo problema
.
Il bambino fu felice di aver trovato il modo di aiutarlo.                                                     

Infatti, alla fine delle lezioni, il principe scoprì che le persone possono essere perdonate.

Classe IV B