Digressione

I NOSTRI AMICI ANIMALI


“Che malinconia – sospira il giovane cammello Nabar – dovrò 
passare tutta la mia vita così: gabbia e spettacoli. Sai che bello! I grandi e i bambini che vengono qui si divertono, ma non sanno quanto è dolorosa e insopportabile questa vita per noi animali!

Se soltanto lo sapessero! 

E poi non ho un amico. Come faccio ad averne uno se siamo sempre in gabbia?”

Era ormai notte, e alla fine, con il magone nel cuore, il giovane cammello si addormentò.

Presto sognò le dorate dune del deserto, le carovane dei nomadi sempre in movimento per i loro commerci. Le bellissime notti stellate e le oasi!
Che meraviglia! Palme in abbondanza e acqua a volontà, riposo e tante 
chiacchiere nel bivacco. 


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LA VITA DA CIRCO DI NABAR

In una sera afosa nel deserto, Nabar e altri cammelli, insieme alla sua carovana di nomadi, partirono per la Palestina, quando videro avvicinarsi macchine piene di luci e colori con scritte strane del tipo ”CIRCO DI ABACADAPU” e altre scritte, come ”ANIMALI ADDESTRATI”.

Poi Nabar notò che le macchine si avvicinavano alla sua carovana.

Quando i nomadi capirono che il circo voleva catturare i loro cammelli, scapparono, ma… ahi, ahi che disgrazia!, le briglie di Nabar si staccarono, Abacadabu lo catturò e gli iniettò del sonnifero.

Arrivati in Palestina presero l’elicottero per l’Arabia, finchè atterrò vicino ai tendoni del circo, proprio quando Nabar si svegliò e vide molti animali chiusi in gabbia.

Quello non era il circo divertente e straordinario che i bambini vanno a vedere e ad applaudire, quello era un vero e proprio inferno per gli animali!

  • Che malinconia!- sospirò il giovane cammello, – Dovrò passare tutta la mia vita così: gabbia e spettacoli. Sai che bello! I grandi e i bambini che vengono qui dentro si divertono, ma non sanno quanto è dolorosa e insopportabile questa vita per noi animali! Se soltanto lo sapessero! E poi non ho un amico. Come facciamo ad avere amici se siamo sempre chiusi in gabbia?-.

Ad un tratto Abacadabu portò violentemente Nabar a vedere le prove degli animali esperti ed esclamò:- Guarda, guarda bene e impara, stupido animale!-, e lo richiuse in gabbia sbattendo la porta.

Era ormai notte e con il magone nel cuore, il giovane cammello si addormentò.

Sognò presto le dorate dune del deserto, le carovane dei nomadi sempre in movimento per i loro commerci, le bellissime notti stellate e le oasi. Che meraviglia! Palme in abbondanza e acqua a volontà, riposo e tante chiacchiere nel bivacco.

L’indomani Abacadabu entrò nella stanza dove teneva chiusi gli animali, dal suo zaino tirò fuori una frusta e con voce minacciosa disse:- La vedete questa? Eseguite bene i numeri o la conoscerete meglio!-.

Abacadabu uscì ed entrò una strana tizia vestita di rosa con un secchio: era Maria, l’acrobata che portava il cibo agli animali.

Distribuì carne, verdure, datteri…, poi uscì.

Nabar cominciò a mangiare i datteri quando sentì blaterare alla sua sinistra; tese l’orecchio per sentire meglio.

Era Maria che cercava di convincere Abacadabu a lasciare liberi gli animali, si sarebbero esibiti solo gli acrobati e la gente si sarebbe divertita ugualmente.

Maria sapeva che non era facile convincere Abacadabu, non sapeva perchè, ma era fissato con gli animali nel circo.

Comunque non si diede per vinta e per molte ore continuò a elencare le sue ragioni, mentre Nabar la ringraziava in silenzio e sperava in cuor suo che riuscisse a convincerlo.

Finalmente Abacadabu accettò e così come aveva catturato gli animali, li restituì ai loro habitat e vissero tutti felici e contenti, soprattutto Nabar!


Classe IV C

 

AMICI ANIMALI – LA STORIA DI NABAR

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